L’evoluzione delle
tecniche di stampa

shutterstock_290143496

L’evoluzione delle
tecniche di stampa

Prima dell’invenzione della stampa, in Europa tutti i libri venivano scritti a mano, rendendo così i costi di produzione elevatissimi, senza pensare al tempo che si spendeva per la realizzazione di una singola opera. La conoscenza, quindi, era accessibile solo ad un numero limitato di persone che poteva permettersi di acquistare i libri.
Se le notizie del passato sono arrivate fino a noi, gran parte del merito va alle persone che hanno ricopiato a mano gli antichi manoscritti presenti nelle biblioteche, dedicando completamente la loro vita a questo tipo di attività.
Con il passare del tempo le tecniche si sono affinate e gli strumenti utilizzati hanno subito modifiche o sono stati definitivamente accantonati a causa della comparsa di nuove tecnologie e macchinari di stampa.
Il punto di svolta si ha con l’invenzione della stampa a caratteri mobili ad opera del tedesco Gutenberg. Non più gli amanuensi a copiare libri e scritture presenti nelle biblioteche, ma dispositivi in grado di ridurre drasticamente le tempistiche di produzione, mantenendo una qualità più che accettabile considerando il periodo storico.
Negli ultimi anni, il progresso tecnologico ha permesso alla tecnologia di stampa di fare letteralmente dei passi da gigante. Basti pensare alle prime stampanti ad aghi degli anni ’80 fino alle stampanti laser dei nostri giorni, passando per le stampanti a getto d’inchiostro.
La prima stampante laser fu inventata nel 1969, ed era in grado di stampare oltre ventimila righe in meno di un minuto. Questo dispositivo ha permesso anche la commercializzazione e diffusione della stampa digitale in tutte le abitazioni del mondo: qualsiasi persona poteva infatti stampare tranquillamente da casa i file e i documenti per il lavoro o per lo studio in una manciata di secondi.

Il futuro, invece, si chiama stampa 3D, ovvero la realizzazione di oggetti tridimensionali mediante produzione additiva, partendo da un modello 3D digitale. L’oggetto virtuale (il file) viene suddiviso in porzioni trasversali di pari altezza, e inviato successivamente alla stampante 3D che procede alla sua riproduzione attraverso l’utilizzo di materiali di natura differente.
Inventata negli anni 80 da Chuck Hull, detentore tra l’altro di oltre 60 brevetti, questo genere di stampante sta prendendo sempre più piede in tutto il mondo, anche grazie ai molteplici campi di applicazione: medico, domestico, alimentare, spaziale, edilizio e non solo.
Esistono un sacco di modelli diversi di stampanti tridimensionali: alcune sono enormi e servono per la produzione di componenti meccanici di grandi dimensioni, altre sono molto piccole e servono per creare piccole protesi, usate poi per eseguire impianti sui pazienti.

Tags:
No Comments

Post a Comment