COSA RENDE UN LOGO BELLO ED EFFICACE?

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COSA RENDE UN LOGO BELLO ED EFFICACE?

Il Design è un mondo con pochi giocatori sul campo ma milioni fuori a osservare e giudicare.
In generale, non c’è nulla di sbagliato in questo. Criticare ed essere criticati è cosa buona e giusta. È il modo a fare la differenza. Infatti, l’obiettivo dovrebbe essere trovare un’idea comune di cosa renda un logo buono o cattivo.
In pochi ci riescono davvero. Di solito, quelli che rimangono in silenzio a osservare.

Un logo è un tassello visivo di un sistema d’immagine più grande. Raramente è di per sé il significato di un brand ma lo incarna e lo veicola.

Il segno di un logo, da solo, ha ben poco valore. È pressoché impossibile giudicare il carico emotivo di un elemento neutro. Se Apple e Nike non esistessero e ne venissero mostrati i loghi, il coinvolgimento emotivo sarebbe vicino a zero.
L’unico modo in cui è possibile giudicare il logo Apple è attraverso la relazione personale con i prodotti che rappresenta. Nel caso di Apple, ad esempio, probabilmente verrebbe giudicato il logo in base all’odio o amore per le mele o al fatto che le mele poco hanno a che fare con la tecnologia.
Naturalmente questo funziona solo con loghi e con segni pittorici come quelli di Apple, Starbucks o Twitter. Questi segni sono generalmente simboli ben conosciuti che sono stati semplificati per rappresentare qualcosa di nuovo in un contesto diverso.
Si può disegnare un buon logo finché c’è un brand forte a sostenerlo ovvero quell’insieme di tutto ciò che la compagnia abbia mai detto o fatto. Il logo è solo un simbolo rappresentativo che faccia eco al brand.
C’è comunque differenza tra un buon logo e un grande logo. Differenza di funzionalità e praticità.


Ecco, secondo noi, cosa rende grande un logo:

Semplice

Deve essere abbastanza semplice da incarnare il significato del brand senza ingombrare o aggiungere troppi dettagli. A meno che i dettagli non siano una parte importante della storia del brand.
Un esempio in questo senso è il re-brand di Guinness, dove dettagli e ornamenti giocano un ruolo importante nella storia del brand e, quindi, aggiungono una parte fondamentale al suo simbolo. Iper-semplificare il logo Guinness significherebbe spogliarlo della sua storia.
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Riconoscibile

Ciò significa che, qualsiasi logo si disegni, deve avere una forma riconoscibile in un attimo.
In questo senso, Instagram ha colpito nel segno con il suo glifo. Da un lato sembra in qualche modo generico, dall’altro, invece, è riconoscibile anche a distanza.
O, ad esempio, poter prendere carta e penna e disegnare alla buona quello della Nike in meno di 10 secondi è una ottima qualità per un logo.

Funzionale

È probabile che il logo venga usato in diverse situazioni, dal digital alla stampa, al motion, su oggetti di design e così via. Il logo verrà usato da molte persone diverse e dovrà “reggere” nel tempo su ogni possibile design. Più sarà complesso, più sarà difficile che funzioni e più sarà possibile per gli altri sbagliare, rovinandolo.
Se il logo dev’essere per forza accompagnato da 150 pagine di manuale di stile, probabilmente conviene ripensarlo. Un grande logo è flessibile nelle sue applicazioni e deve poter essere applicato da chiunque, anche se non è un designer.

Rilevante

Un grande logo, idealmente, deve riflettere i tempi in cui vive, rimanere sempre fresco e up-to-date. Un logo può crescere ed evolvere nel tempo quanto un essere umano. Ecco perché periodicamente andrebbe ripensato il design: il brand e il carattere che sostengono quel logo cambiano e il logo deve riflettere quel cambiamento.
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L’evoluzione del logo della nike è solo un esempio in cui i cambiamenti non sono così radicali da infastidire il lettore.
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