COMUNICARE

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COMUNICARE

ELEMENTI PER UN CONFRONTO DI SUCCESSO

 

La comunicazione , all’interno di un gruppo o verso una persona esterna, si costruisce anche grazie a tanti piccoli fattori che ne fanno da cornice.
Per una comunicazione diretta ed efficace infatti è bene tenere a mente alcuni semplici accorgimenti.

LA PERCEZIONE SELETTIVA
Durante un confronto è fondamentale non riservare a tutte le informazioni la stessa attenzione ma saper valutare quali di queste meritano più considerazione di altre.
Questo non vuol dire non ascoltare l’interlocutore in ogni passaggio ( è necessario ascoltare attentamente e comprendere ogni parola dell’altra persona) , ma, al contrario, saper fare una selezione a priori dei contenuti .
Questa distinzione ci aiuterà ad aver chiaro l’obiettivo del discorso ed a individuare i punti centrali del dibattito .
Anticipare mentalmente il flusso logico del discorso di un’altra persona può aiutarci a definire i passaggi chiave e a distinguerli dalle digressioni.

LO STATUS DEI SOGGETTI PARTECIPANTI
E’ importante tenere in considerazione per tutto l’arco della discussione lo status dei soggetti partecipanti. E’ possibile infatti che alcuni soggetti abbiano un ruolo primario nella conversazione, dato da competenze specifiche sull’argomento o da comprovate esperienze pregresse; in questo caso la nostra attenzione e considerazione verso le tesi di questo soggetto saranno maggiori.

LO SPAZIO FISICO
Spesso l’ambiente è fondamentale per agevolare una conversazione.
Gli spazi centrifughi, infatti, tendono ad isolare le persone, mentre quelli centripeti favoriscono gli incontri e la socialità.
Se siete quindi voi a dover predisporre l’incontro, fate in modo che il luogo sia adatto e la disposizione dei posti favorisca un contatto visivo tra tutti i partecipanti.

IL CONTATTO VISIVO
Mantenere il contatto visivo con gli interlocutori dimostra sicurezza e sincerità.
Non abbiate paura di guardare negli occhi anche il partecipante più temibile o di alto grado; lo sguardo è il canale di comunicazione più diretto, attraverso esso si instaura la fiducia reciproca. Abbiate cura di guardare tutti i partecipanti negli occhi più di una volta senza far sentire nessuno non considerato e quindi escluso.

LA GESTUALITA’
Anche la gestualità, come lo sguardo, è uno di quei segnali attraverso il quale instaurare empatia.
Una gestualità troppo frenetica ed esagerata può dimostrare un’eccessiva agitazione e quindi scarsa sicurezza in se stessi.
Al contrario, un atteggiamento troppo rigido ed impostato del corpo può trasmettere una chiusura verso gli altri (interpretabile come un sentirsi superiore o inferiore), o imbarazzo (sintomo anch’esso di insicurezza) .
Cercate di essere composti ma di accompagnare il discorso e l’ascolto con le naturali reazioni fisiche. E’ importante anche cercare di sorridere e stemperare la tensione quando concesso.
Attraverso la gestualità è possibile interpretare alcuni possibili segnali di tensione negli interlocutori (grattarsi, pizzicarsi, tosse continua, gesti continui e ripetuti), e possibili segnali di apertura o chiusura verso gli altri.

SEGNALI D’APERUTA:
Togliersi la giacca
Spostare un ‘oggetto dopo essersi accomodati ( equivale ad abbassare le barriere)

SEGNALI DI ATTENZIONE
Piegare il busto in avanti
Orientarsi verso l’interlocutore

SEGNALI DI RIFIUTO
Alzare le sopracciglia
Indietreggiare con il busto
Tenere le braccia conserte

LA STRETTA DI MANO
Anche la stretta di mano è fondamentale prima di un incontro . E’ qui che si stabilisce il contatto fisico con gli altri interlocutori .
Una stretta di mano ferma e vigorosa è il miglior biglietto da visita per presentarsi.
Attenzione però a non stringere troppo la mano perché si rischia di sembrare a aggressivi e far male all’altra persona.
Al contrario una stretta troppo delicata è sinonimo di una personalità debole e sfuggente.
Per mitigare la formalità, mentre si stringe la mano si può toccare un’altra parte del corpo dell’altra persona( ad esempio poggiando la mano libera sulla stretta o toccandogli il braccio).
Il piegare la schiena invece, indica sottomissione, quindi sconsigliabile per una buona presentazione.

L’ENUNCIAZIONE
Per essere chiara una buona enunciazione deve essere :
Chiara: comprensibile a tutti i destinatari
Completa: sostenere idee sulla base di prove
Controllata : sostenuta dal volume, dal tono di voce, e dalla postura
Concreta e Logica: seguire un percorso logico
Coerente con il messaggio che si vuole trasmettere
Ecco svelati i piccoli trucchi per essere sempre pronti ad un confronto con qualsiasi interlocutore ed in qualsiasi occasione.

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